Lo rimbalzo anche qui, perché è un tema molto interessante e si riallaccia al discorsone fatto sui social della scorsa puntata.
Come la destra americana si è impadronita di Facebook – Il Post
www.ilpost.it
Senza che giornalisti, esperti e Facebook stesso se ne accorgessero: una preoccupante ricostruzione di Alexis Madrigal sull’Atlantic
> un vecchio (di pochi anni) scenario in cui l’innovazione tecnologica sembrava poter favorire politicamente la sinistra che vi si era adeguata più rapidamente
Alias la più grande delle mille illusioni della sinistra…
“è un post interessante” detto dall’OP è come l’oste che ti dice che il suo vino è buono
E non capire che l’articolo è scritto da terzi e colleziona mesi di materiale com’è? 😂
boh l’importante era romperti il cazzo 😛
Se vuoi essere trollato con regolarità basta chiedere. Per le referenze chiedi a Tagliaferri! 🙂
Ma Simone è un prezzolato, non è affidabile
Facebook se ne frega del problema: il suo modello di business è raccogliere i dati degli utenti per venderli a terzi.
Mettere un freno equivale a spingere quegli utenti a spostarsi.
Poi va beh, c’è sempre la solita autodifesa comprensibile ma pelosa, vedi la stampa ufficiale che col paragone ai siti bufalari pretende di rifarsi una verginità persa in tutta autonomia (l’intera teoria della post-verità serve precisamente questo scopo, piangere la catastrofe del disallineamento dell’opinione pubblica da quella dei giornali), e l’idea che i social non alteravano la democrazia né tantomeno la mettevano in pericolo fintanto che sembrava facessero vincere i Dem. Ma son cose che si mettono in conto, immagino
Volendo sintetizzare all’estremo.
1) FB con l’intento di perseguire il bene fa si che ti arrivino in bacheca i contenuti che più ti sono affini.
2) In America esiste la destra e la sinistra.
1) FB con l’intento di perseguire il bene fa si che ti arrivino in bacheca i contenuti che più ti sono affini.
3) La destra é populista, condizionata dai russi e fa messe sataniche online pur di avere il potere, la destra é il male ed ha i capelli dorati dal taglio discutibile.
1) FB con l’intento di perseguire il bene fa si che ti arrivino in bacheca i contenuti che più ti sono affini.
4) La sinistra (che in America ha sicuramente le stesse radici di noi in Europa… …) sono i liberal, progressisti giovani, professori e giornalisti.
1) FB con l’intento di perseguire il bene fa si che ti arrivino in bacheca i contenuti che più ti sono affini.
5) Se una santa donna col sedere a forma di poltrona che ha usato l’intero popolo americano per regalare al suo ego il posto nella storia di prima grande donna americana non ha vinto la colpa é del male.
1) FB con l’intento di perseguire il bene fa si che ti arrivino in bacheca i contenuti che più ti sono affini.
6) Ma la vera domanda é: Zuckenberg a questo punto é un rettiliano? O é un terratondista?
Il discorso è un po’ più articolato e specialistico. Il problema delle bolle è un tema noto e prima di diventare di portata sociologica ha mietuto un sacco di vittime anche nel solo marketing (vedi tutti gli ads che ti arrivano per le assicurazioni dopo che ne hai già stipulata una, per fare un esempio banale).
Inoltre la problematica scala. Ad esempio: una macchina autonoma ha diritto di decidere chi muore in un incidente? Tu non puoi decidere perché saresti troppo lento ma chi è responsabile della sua decisione? Tu che la usi o chi l’ha progettata? Attento a come rispondi perché lo stesso discorso lo devi applicare a Google e Facebook: decidono loro cosa ti possa interessare e la tua informazione e formazione come individuo, forse è più preziosa di rischiare di finire in galera per un evento statisticamente remoto.
Si tratta di una faccia della stessa medaglia: fino a che punto gli algoritmi possono inflenzare la mia vita o le mie scelte? I loro exploit sono legali?
Per molti di voi utilizzare Facebook non è diverso da accendere un frullatore, ma non è la stessa cosa. Ci sono migliaia di decisioni che lui prende per voi ancora prima di visualizzarvi il feed e come l’articolo spiega molto bene, alcune sono fuori del controllo anche di chi esercisce la piattaforma.
Minimizzare per ignoranza non aiuta nessuno, il tema destra e sinistra c’entra poco. Si tratta semplicemente di un uso etico ed un uso spregiudicato della stessa tecnologia e amplifica per mille gli effetti della pubblicità di massa, perché più mirato e assolutamente in grado di isolarti anche dal solo sapere di avere delle alternative.
Il tema peraltro non è nemmeno più di attualità. Questo è un mio commento ad un TED Talk del 2011. Da allora i passi in avanti sono stati pochi per quello alcuni dei big dell’IT mondiale stanno facendo pushing per un comitato etico sulle AI: http://ziggybee.blogspot.it/2011/09/motori-di-ricerca-o-filtri.html
Motori di ricerca o filtri sull’informazione?
ziggybee.blogspot.it
I social network hanno fatto diventare Internet un mondo molto più superficiale: il profiling capillare delle utenze ci spinge sempre su t…
Matteo Anelli sintetizzare non é la stessa cosa di minimizzare. L’articolo non parla di bolla ma della connessione tra l’uso di FB e la vittoria di Trump. Destra e sinistra sono termini usati dall’autore dell’articolo. Lo stesso autore li definisce uno come il male e l’altro come il bene. Non c’é da farci giri strani intorno come non c’é da usare la solita collaudata tecnica dell’articolo inutilmente lungo per gettare fumo negli occhi dando per scontato “così a caso come fossero cose normali, ovvie e scontate” concetti che…permettimi…mi fanno orrore oltre che schifo.
ll Video è stato spostato lo trovi qui: https://www.ted.com/talks/eli_pariser_beware_online_filter_bubbles
Beware online “filter bubbles”
www.ted.com
As web companies strive to tailor their services (including news and search results) to our personal tastes, there’s a dangerous unintended consequence: We get trapped in a “filter bubble” and don’t get exposed to information that could challenge or broaden our worldview. Eli Pariser argues powerful…
Mah, dovresti leggere i singoli articoli di cui ilPost fa una sintesi. Si passa da un caso reale (l’uso etico e quello spregiudicato dei social media) per descrivere una dinamica sociologica e tecnologica che sta impattando la vita e le economie di molti. Assumere che le finalità siano quelle di giustificare la Clinton o di dare del massone a Zuckenberg mi fare un modo un po’ sterile di arrivare al nocciolo del problema. Se ti soffermi su quei punti o non hai capito (e allora vediti il filmato per una banale dimostrazione pratica ormai dell’età della pietra) oppure stai trollando. Nel frattempo FB sta A/B testando dei sistemi per limitare il bias dei proprio algoritmi, quindi ti faranno pure vomitare le argomentazioni usate ma il problema esiste.
Matteo Anelli l’articolo che hai postato non parlava in generale dei problemi inerenti agli algoritmi di fb 😓 mi pare chiaro come il sole che vi siano spiegati ,”senza spiegarli”, i motivi per cui fb sia stato usato da Trump per vincere le elezioni. E comunque ribadisco quanto scritto sullo stesso articolo e che é un macigno che smonta tutto quello che l’articolo stesso scrive:
1) FB con l’intento di perseguire il bene fa si che ti arrivino in bacheca i contenuti che più ti sono affini.
P.S.: Premetto monoliticamente che non sto criticando te per cui (dalla conoscenza da podcast) provo estrema simpatia e grande stima…ma mi riferisco allo stesore dell’articolo: da uno scritto del genere personalmente mi sento preso per il culo 😓
Il Luca Ma come no? Fa un’estrema sintesi di quello che è linkato ma già da quella si capisce che il problema oltre al modo di approcciare la campagna è come viene presentata l’informazione sui social media. Quindi non è che smonta, è semplicemente una ipotesi e il relativo sviluppo della tesi con le relative conclusioni 😀
Matteo Anelli pensaci bene…lo smonta 😬😜
L’ho riletto e i pezzi li ho letti per tempo, quindi magari ho avuto più tempo per digerirli, ma a me non pare. Se ti riferisci al fatto che NESSUNO sappia come si canalizza l’informazione non è che smonta la tesi: identifica il problema, che è quello che l’analisi voleva dimostrare. I SEO da anni fanno soldi con una cosa che non capiscono se non per via empirica (“sperimentano” e sistematizzano i risultati).
Alur… definisci il “problema” identificato nell’articolo🤔
P.S.: é voluta la mia scelta di riproporre il punto 1…
tema interessante, grazie per la condivisione, salvo e leggo quando posso! (y)
è più o meno ciò che viene illustrato in questo libro, https://www.amazon.it/gp/product/B073W2Z13R/ref=oh_aui_d_detailpage_o05_?ie=UTF8&psc=1 che però fa riferimenti più ampi.
L’era della post-verità
www.amazon.it
«In questa campagna elettorale ognuno di noi interpreta la realtà come meglio crede. I fatti non esistono più».È vero che Papa Francesco ha fatto un pubblico endorsement a favore di Donald Trump? E Obama, è nato alle Hawaii, in Kenya o in Indonesia? E quant…
Da complementare con il libro della “verita'” 😉
Facebook e’ notorio per essere di parte: la parte di (pseudo) sinistra.
L’anno scorso ci sono state anche ammissioni da parte di ex staff di selezione delle notizie di FB. La cosa fu abbastanza seria perche’ FB stesso si impegno’ a chiarire la situazione, invitando personalmente alcuni esponenti delle news conservative… anche se ovviamente e’ una mossa di facciata.
Se effettivamente ci sono elementi in gioco che possono aver favorito i conservative vs democrat, sicuramente non sono per volonta’ di Zuckerberg & co. le cui posizioni politiche non sono per niente ambigue.
Allego articolo del Washington Post (anche loro “liberal” come FB) https://www.washingtonpost.com/news/the-fix/wp/2016/05/09/former-facebook-staff-say-conservative-news-was-buried-raising-questions-about-its-political-influence/?utm_term=.3ab89bff788a
Did Facebook bury conservative news? Ex-staffers say yes.
www.washingtonpost.com
Facebook says it’s not influencing politics. At its scale, though, it’s hard to see how it couldn’t.
Il problema principale resta la totale impunità di chi usa i social in modo criminogeno.
Secondo me non si possono fare questi ragionamenti. magari gli algoritmi sono calibrati male ma non credo che si possa ragionevolmente fare un controllo conscio di tutta quella mole di informazioni. Il problema è che, come col seo, tu lo stimoli e ti annoti cosa succede e dopo un po’ trovi dei pattern che funzionano per poco tempo, però di permettono di truccare il meccanismo.
La bias si inserisce e come… i trend si possono scegliere a mano. Non c’e’ bisogno di farlo con tutti, anche perche’ sarebbe troppo innaturale.
Google lo sta facendo in maniera spudorata con YouTube negli ultimi tempi. Stesso vale con twitter riguardo a cosa bannano… due pesi due misure. Silicon Valley e’ devota ai neoliberali… non c’e’ veramente dubbio.
Stesso vale con i vari siti di verifica delle informazioni… Politifacts, Snopes, etc…. direttamente o indirettamente sempre legati alla sinistra/liberal/globalism/come si vogliano chiamare.
Non ho capito, dovremmo stupirci che Silicon Valley preferisca i liberali a gente che crede che la terra ha 12.000 anni e i dinosauri non sono mai esistiti?
ummm… purtroppo la tua visione liberal vs conservative e’ quella mainstream europea. Diciamo che la questione non e’ cosi’ semplice come buoni vs cattivi o ricchi vs poveri…. ma _anche fosse_ sarebbe comunque sbagliato pretendere di essere gli arbitri della verita’ assoluta.
Io non parlo di giustizia. Parlo di interesse ad incentivare una parte sull’altra.
Mi sembra ci sia davvero poco da comprendere in questo caso, no?
Sicuramente la polarizzazione delle opinioni aiuta a creare movimento e quindi business… ma secondo me siamo oltre. Il vero businessman a questo punto si sarebbe messo piu’ al centro della situazione politica corrente.
Con i vari mega-CEO di SV subentra il “god complex” che gli dice di salvare il mondo. Cosa che si allinea anche con la visione progressista che ha funzionato fino ad oggi per farsi pubblicita’ come compagnia etica e progressista… ma che ora sta perdendo colpi.
Sicuramente ma resta il fatto che Silicon Valley e Hollywood viaggiano da sempre nella stessa direzione.
Los Angeles e San Francisco con un po’ di NY contro Houston, Austin ecc ecc 😂
Questo e’ certo… anche se le le ripercussioni penso stiano arrivando prima per Hollywood. Ci vuole un attimo a votare col telecomando… mentre per social e Internet in generale c’e’ meno flessibilita’, ma qualcosa si sta muovendo 8)
Se il servizio è gratis il prodotto sei tu.
Mettiamo caso FB prenda una posizione contro i Terrapiattisti. Il giorno dopo io scappo da FB per andare sul social PiattoBook.
Moltiplicato per i milioni di persone che si vedrebbero bloccare l’account perché FB non accetta X o Y implica che FB non ha interesse a impedire le bolle, anzi il suo business è creare bolle così la gente passa ancora più tempo sul social dando così più dati da vendere.
Basta guardare quanta merda fascista accetta FB mentre per legge dovrebbe chiudere quei gruppi e denunciare per apologia di fascismo quegli iscritti.
Ma ovviamente non ha alcun interesse economico a farlo.
…anche dal punto di vista puramente cinico, dove vai se non hai qualche santo in politica ? Silicon Valley ha sempre sostenuto i Dems in America, inclusa Clinton alle ultime elezioni, senza nessuna ambiguita’. Lavorare a Silicon Valle ed avere una mentalita’ che non sia da fanboy progressista e’ un potenziale problema di carriera al giorno d’oggi.
Infatti stanno organizzando pagliacciate pseudo leghiste sull’indipendenza californiana.
Certo che la politica Usa è ormai quella italiana di 25-30 anni fa.
eheheh
La politica italiana arriva sempre prima, mentre nessuno guarda
Nel 2047 dovremmo sentire la nipote di Mubarak (interessante che sia nel T9 di default) chiedere la green card
Il problema di bolle hegeliane su internet era così sentito dai filantropi mass media americani prima della sconfitta della Clinton?
( )SI
( )NO
Il problema di false notizie a scopo dichiarato di propaganda elettorale era così sentito dai filantropi mass media americani prima della sconfitta della Clinton?
( )SI
( )NO
Pace, amore e libertà. Per ottenerle dobbiamo bombardare la Russia? 😓😓 che poi…fossi americano mi sentirei offeso 😑 http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2017/10/15/usa-hillary-perso-per-colpa-di-putin_8d9554a0-4889-4dd2-8c6e-52d83222803c.html
Usa: Hillary, perso per colpa di Putin – Mondo
www.ansa.it
Hillary Clinton non si rassegna e insiste: se ha perso contro tutti i pronostici le elezioni presidenziali Usa a vantaggio di Donald Trump, è stata colpa della “tempesta perfetta” causata dalle presunte interferenze di Mosca sul voto e della decisione dell… (ANSA)
Ricorda sempre: sono degli illuminati e se perdono non è perché hanno sbagliato qualcosa, perché loro non sbagliano mai, ma perché qualcuno ho qualcosa ha complottato perché così fosse. Che poi tutto il discorso sui social network è sacrosanto, come del resto lo è chiedersi come mai un popolo abbia abbia un personaggio del calibro di Trump invece di questa qui. C’è chi dice per trolling, chi per disperazione, chi per ignoranza. Qualsiasi sia il motivo s’interroghino su un altro dato: come mai due mandati di Obama hanno fatto così male alla cultura americana, tanto da spingerla ad accettare Trump come una possibilità?
E tu pensa che “il meglio” di noi è andato ad imparare dal “meglio” di loro e dei francesi …e si comportano esattamente allo stesso modo. Per quanto riguarda Trump l’impressione che ho io, che non son nessuno, è che: qualsiasi persona ma NON la Clinton…e non riesco a dargli torto.
Il loro problema è che si dimenticano sempre di grossi pezzi di realtà, pur affermando di prendere sempre scelte razionalmente motivate.
Non solo razionalmente ma anche e soprattutto moralmente giuste…a detta loro.
Simone Tagliaferri perché la meritocrazia per definizione è punitiva e perché i cambiamenti in atto nella società non sono più gestibili solo con l’assistenzialismo. C’è una fascia significativa della popolazione del primo mondo che non è più inclusa nei modelli economici della società e un’altra che pensa di esserlo perché ha ancora i mezzi ma cognitivamente è già fuori dai giochi e probabilmente perderà i mezzi di sussistenza nel giro di dieci anni. Più diamo la colpa all’euro, agli illuminati e all’uomo nero più tempo si perde per aggredire il reale problema…
Matteo Anelli in che senso la meritocrazia sarebbe punitiva?
Poi, parlo per me e ovviamente non per Simone, le tue considerazioni sulla crisi e l’illusione che il primo mondo sta vivendo le condivido ma non é che si sta puntando il dito contro gli “illuminati” ma contro quell’atteggiamento totalmente arrogante e fuori dalla realtà che hanno, loro puntano il dito nella convinzione di appartenere alla parte della società che “ha capito”… ma a mio modesto avviso sono esattamente dalla parte opposta. Quello che rafforza il mio pensiero é la ormai sempre più comune, e vilmente sottintesa, presunta necessità di porre un freno a quella che loro definiscono ignoranza! Non esiste nulla di più illiberale e foriero delle peggio corruzzioni… l’unico freno sono i libri! (Ed evito di parlare di come fanno le meglio puttanate proprio nelle politiche scolastiche in Italia)
Bella domanda Simone. Diciamo che la situazione è più complessa di come la sintetizza la propaganda.
Ad esempio il tanto idolatrato Obamacare oltre a non garantire niente rispetto al sistema sanitario nazionale di concezione europea funzionerebbe come gli 80€ di Renzi: in determinate situazioni diventa un costo.
Trump ha puntato a smontare qualcosa che per molti resta comunque un regalo alle assicurazioni sanitarie, mentre la propaganda lo vende come una panacea.
> in che senso la meritocrazia sarebbe punitiva?
Nel senso che per selezionare i meritevoli, deseleziona gli immeritevoli
Vittorio Bonzi no aspe…o non sto cogliendo qualche contestualizzazione specifica…oppure ho sbagliato pianeta 😰
Federico Rosa Io mi sono goduto l’elezione di Trump tramite i colleghi di Detroit con cui ancora stiamo lavorando. La loro tesi era ancora più disarmante: Obama regala i soldi delle nostre tasse a chi non se li guadagna. Credo ci sia proprio una percezione ontologicamente differente dello Stato.
Bwahahaha! Regala soldi? Bwahahaha! Che idiozie!
Grazie Matteo: comincio la giornata col sorriso! 😂
Obamacare è una assicurazione non una ASL: i soldi lì regala sì, ma a ricche aziende private! 😂
Non è solo percezione differente dello stato, è anche ignoranza su come funziona.
E poi magari sono i primi a dover vendere la casa per curare un raffreddore.
Matteo Anelli il problema del turbocapitalismo meritocratico è che va in crisi appena nel sistema si affaccia la seconda generazione di individui che inizia a competere per un posto al sole, sempre posto che la prima abbia avuto possibilità uniformi. Il problema è che è facile tracciare un grafico e decidere che ciò che sta sotto va eliminato e ciò che sta sopra va mantenuto, senza tenere conto che anche ciò che sta sotto è umanità.
Federico per il cittadino medio americano gestirsi le questioni da piccolo stato non è solo un elemento della vita quotidiana ma anche un elemento di vanto sulla tua capacità di fare business. In generale, avere un’assicurazione più vantaggiosa ti rende “migliore”, anche per come il protestantesimo si relaziona con ricchezza e successo personale. Questo mix e il culto dei “soldi dei contribuenti” non ha fatto altro che far diventare agli occhi dei più la feccia come una massa di privilegiati
Simone Tagliaferri meritocrazia non vuol dire turbocapitalismo e sono il primo a scrivere che il problema non si risolve creando la casta dell’Università della Vita ma solo rivedendo l’organizzazione sociale… Non sono io quello che reputa legittimo dare almeno 20 anni di governo ai populisti per tirare le somme. Tra 20 anni avremo il 50% di disoccupazione, la ricchezza sarà ancora più accentrata e sarà troppo tardi per capire che fomentare l’invidia degli incapaci non porta lontano
Ti ammiro perché sei come alcuni grillini radicali: hai le idee chiarissime e soluzioni facili per tutto.
Federico Rosa poi tu fai un errore di fondo madornale: giudichi con metro Italiano (che poi è lo stesso). Se in USA la sanità è in mano ai privati non puoi giudicare questo. Considera che in Italia abbiamo un monopolio e l’efficienza è più bassa, anche se la copertura è più alta. Negli USA oggi c’è il paradosso che un 25enne col lavoro decoroso e la copertura sanitaria aziendale è indebitato almeno sino ai 40 per gli studi, un nullafacente ha sostanzialmente lo stesso servizio di assistenza e quel poco che ricava se lo mette tutto in tasca. È questo che fa giustamente incazzare tutti.
Simone Tagliaferri chi ha detto che ho idee chiarissime? Il problema è noto a molti e l’instabilità politica e sociale non fa che farci perdere tempo e aggravare la situazione. Le riforme strutturali vanno fatte una alla volta, il problema è che chiunque si sente in diritto di dire che farebbe meglio e in meno tempo
Federico Rosa lo sanno pure i sassi che è un’assicurazione. Lì funziona così e la cosa sotto questo punto di vista la mettiamo in discussione solo noi europei. Per loro è normale e il piano, da quanto mi dicono, è economicamente migliore di quello basico di mercato. La cosa che fa incazzare le persone normali è che loro hanno dovuto studiare, farsi il culo a lavoro e indebitarsi per decenni per avere a costi più alti un servizio tutto sommato simile. Per un protestante è inaccettabile, per la cultura americana inconcepibile: se non sei un membro produttivo della società non hai diritto a niente e non esiste che gli altri paghino i servizi per te. Questo è il fulcro del Piccolo Stato.
Matteo in sei mesi da disoccupato ho pagato le bollette grazie ai servizi sociali e dato da mangiare a mia figlia con la “spesa solidale” dei frati. Chi percepisce gli “ultimi” come privilegiati senza contare quante difficoltà, depressione, umiliazioni e senso di inutilità devono patire per quanto mi riguarda è un idiota a cui auguro tutto il darwinismo possibile.
E il brutto è che non è solo merda propagandistica che attecchisce nella protestante e calvinista America ma anche in Europa e Italia. (Vedi i fascioleghisti con “i negri vengono in Italia per fare la bella vita a spese nostre”)
Continui a ragionare da Italiano dove l’accesso al lavoro è difficile, i populisti vi fanno credere che un bilancio sia la lista della spesa e che fuori sia pieno di gente che vuole fregarti. Il problema di Obamacare è culturale e le differenze culturali sono il primo fattore che devi considerare quando valuti cose che succedono fuori dalla tua normalità. Poi ripeto: a parità di assistenza negli USA le assocurazioni spendono molto meno rispetto alle assistenze statali europee, quindi anche il fatto che un privato che si accolla il tuo rischio sia il male fa un po’ paesano che se la prende col becchino.
Però prova a sentire giudizi su Obamacare da chi è costretto a usufruirne invece della sola campana del benestante protestante; altrimenti è come sentire solo salvini sui 40€ al giorno agli immigrati.
Federico Rosa, quindi chi prima moriva perché non poteva accedere ad un ospedale ora vota Trump perché il servizio è inaccettabile o inaccessibile a persone che sono fuori dalla società da anni? Considera che le persone a cui Obamacare è indirizzato sono quelle che disertano le urne da quasi 20 anni. Io sono due anni che lavoriamo gomito a gomito con almeno 100 persone diverse di Crysler… E prima ho lavorato per 5 anni con l’interna Honeywell (inclusi i messicani). Non parlo di benestanti, parlo di impiegati salariati, che in USA sono sulla soglia della povertà e più esposti di chi lavora saltuariamente, come in UK. L’impatto c’è stato proprio perché queste persone ancora credono di avere un futuro e continuano a votare e giustamente rosicano che devono arrivare ai 40-50 prima di essere svincolati dai debiti che hanno contratto solo per poter lavorare e hanno perso il “prestigio” di essere gli ultimi nella scala sociale ad avere un’assistenza sanitaria (che non copre comunque molte spese base come fare un figlio, ad esempio). Per l’americano medio (c’entra poco se democratico o conservatore) pensare ad uno stato assistenzialista è inconcepibile perché chi riceve assistenza “non si è guadagnato niente”. Per risollevare le sorti ormai segnate di una classe media che non esiste più, il piano dei democratici dopo Obamacare sarebbe stata la riforma delle Università che ad oggi è vessatoria. Auguriamogli buona fortuna ad aspettare almeno 5-10 anni per riprenderla in considerazione! Questo non implica che io stia dando un giudizio su cosa sia giusto e sbagliato, sto solo oggettivando i fatti.
> C’è una fascia significativa della popolazione del primo mondo che non è più inclusa nei modelli economici della società e un’altra che pensa di esserlo perché ha ancora i mezzi ma cognitivamente è già fuori dai giochi e probabilmente perderà i mezzi di sussistenza nel giro di dieci anni.
Chi sono queste persone, precisamente?
Matteo prendo le tue esperienze dirette come più attendibili di quel che ho letto sulla questione.
Devo riconsiderare la questione da questo punto di vista.
A livello di meccanismo psicologico la vedo più semplice (o meno, dipende): il fatto è che per anni è stato ripetuto che “there is no alternative” mentre la macelleria sociale proseguiva; e a quel punto diventa normale cercare l'”alternative”, ovunque si possa rinvenirla. La politica trova sempre uno sfogo, e il tentativo dei liberal è stato quello di aggirarla
Federico Rosa Comunque considera che anche le normali assicurazioni sanitarie private in USA sono estremamente farraginose e poco flessibili (per non dire inaccessibili) su molti servizi.
Poi leggo notizie come questa e sono contento di vivere in Italia dove la sanità è pubblica! Il rischio che i dati dello smartwatch portino le compagnie assicurative a negare polizze sanitarie per determinate malattie di cui si è potenzialmente sensibili senza saperlo è alto. Dammi del complottista se vuoi.
https://www.google.it/amp/s/www.tomshw.it/apple-watch-rivoluzione-le-assicurazioni-sanitarie-87640%3fview=amp
Apple Watch, una rivoluzione per le assicurazioni sanitarie
www.google.it
Apple potrebbe stringere un accordo con Aetna, compagnia specializzata nelle assicurazioni sanitarie. Apple Watch rappresenterebbe il cuore dell’accordo.
Federico Rosa mi sembra un ipotesi azzardata che lo forzino a tutti. Apple ne uscirebbe con l’immagine a pezzi e per renderlo fattibile dovrebbe comunicarlo agli utenti (gli americani hanno regole di privacy più restrittive delle nostre). Anche se non credo che gli Apple-fan si comporterebbero come se lo facesse la Sony 😀 L’articolo parla di un accordo simile alle OBU che metti in macchina per le assicurazioni a kilometraggio e che si adattano al tuo stile di guida.
Non serve forzare niente: Apple da a me gli stessi dati che da all’assicurazione, quindi ne esce pulita.
Però io non posso sapere con quale algoritmo li useranno per valutare la mia salute.
Infine questo è indipendente dalla privacy, perché di base devo autorizzare i miei dati.
Vittorio Bonzi Praticamente gran parte del terziario. Gli automatismi stanno per spazzarli via e non hanno una preparazione tale (vuoi perché per anni hanno fatto lo stesso lavoro, vuoi per via di una analfabetizzazione di ritorno) per essere in grado di “riciclarsi” nel futuro. Una mini-apocalisse sta già avvenendo nel settore assicurativo e legale, dove i tecnici della burocrazia legale o chi valutava polizze sta venendo sostituito dai software in questi mesi. In alcuni settori dei trasporti e della logistica è già avvenuto. Poi ci sono gli indigenti che sono fuori dalla possibilità di avere uno smartphone o accedere alla smart economy. Molti economi si stanno occupando del solco che la Sylicon Valley ha scavato nel mondo del lavoro ed è un quadro desolante: l’iperteconologia aumenta il tenore di vita di chi è ancora dentro il sistema, facendo lievitare prezzi e consumi e rende inaccessibile il benessere a chi ne rimane fuori. E’ come la quinoa, solo che invece che accadere nel terzo mondo, avviene a pochi isoltati dall’ingegnere che lavora alle AI della Tesla e va appena in pari con le spese a fine mese.
Quindi la prima super potenza mondiale per economia, mezzi militari, tecnologia informatica si è fatta infinocchiare e superare sul lato Internet da una nazione che a detta di un mio collega russo è più povera dell’Italia.
Ed Ilari(tà) è riuscita a far ammettere questo da CIA, FBI e +parzialmente+ NSA!!!
Se un redneck crede a questa coglionata, capisco perché hanno tanta paura che la Korea del Nord li invada.
Immagina un americano che si sente dire che ha sbagliato a votare perché s’é fatto infinocchiare da un millennial in un paesino della Russia con un portatile riciclato😀
La realtà è più ridicola: la Clinton ha preteso che tre enti governativi ammettessero che il suo server di di posta privato è stato crackato dal KGB su ordine di Putin per diffondere mail vere e compromettenti per favorire il suo burattino Trump.
Implica che gli Usa sono governati da Putin.
Ma parliamo di sub umani convinti che una nazione grande come il Veneto possa invaderne una grande almeno sei fusi orari…
Comunque più parla e più capisco perché avrebbero preferito anche un pupazzo di gomma piuttosto che lei!
Io credo che stia subendo quella reazione del tutto umana che un professionista prova quando un coglione che non farà nulla di buono gli ruba il posto. Trump fa venire il nervoso anche a me con le sole espressioni facciali che fa quando firma…
Reazione umana ma direi troppo infantile per chi ambisce a fare il presidente in qualsiasi nazione del mondo…figuriamoci dell’america.





