Loot box, per il governo UK non assimilabili al gioco d’azzardo se non danno premi in denaro

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Il governo UK ha risposto alla petizione di qualche tempo fa per investigare la possibilità che le meccaniche correlate alle loot box presenti nei giochi possano configurarsi come gioco d’azzardo.

Nella risposta c’è scritto che il gioco d’azzardo si configura solo se gli item ottenuti in-game si possono scambiare per denaro vero, mentre se il loro valore rimane circoscritto all’ambiente di gioco la fattispecie non si applica:

“Where the facility exists for players of video games to purchase a key to unlock a bundle containing an unknown quantity and value of in-game items as a prize, and where there are readily accessible opportunities to cash in or exchange those awarded in-game items for money or money’s worth, then these elements of the game are likely to be considered licensable gambling activities. In contrast, where prizes are restricted for use solely within the game, such in-game features would not be licensable gambling.”

Inoltre il governo UK ricorda che ci sono sempre le leggi a difesa dei consumatori, in particolare contro le pubblicità aggressive o fuorvianti:

“Consumers are also protected by the Consumer Protection from Unfair Trading Regulations 2008. This includes a requirement on businesses not to subject anyone to misleading or aggressive marketing practices, or, for example, direct exhortation to buy products, such as games content, including in-game purchases such as loot boxes. The government is committed to ensuring that consumers are properly protected and that children’s vulnerability and inexperience is not exploited by aggressive commercial practices.”

Comunque c’è la promessa che la faccenda continuerà a essere tenuta sott’occhio:

“The government recognises the risks that come from increasing convergence between gambling and video games. The Gambling Commission is keeping this matter under review and will continue to monitor developments in the market.”

Alla fine insomma un niente di fatto, almeno per ora. Certo se si continuerà ad associare il gioco d’azzardo alle vincite in denaro, e non all’azzardo in sé, sarà dura che si possa fare qualcosa per regolamentare loot box e affini…

Petition: Adapt gambling laws to include gambling in video games which targets children.

petition.parliament.uk
Many video game companies in recent years have introduced mechanics which are essentially gambling of which are targeted at children and vulnerable adults. While not currently considers gambling by…

Risposta come minimo un po’ cieca che non tiene conto dell’acquisto compulsivo di vantaggi random in-game grazie ai quali vivono o vivacchiano i free to play

Diventerà di interesse pubblico quando si suiciderà qualcuno perché ci ha affossato 10.000 euro come succede ora per le slot

E li lasceranno fare comunque perché lo Stato ci incass- OH WAIT

Effettivamente il paragone sarebbe con le macchinette in cui metti la moneta e esce la pallina con il pupazzo dentro

non è affatto la stessa cosa, in quelle macchinette le probabilità sono molto meno manipolate per cui c’è molto meno rischio di addiction

le loot box sono come sarebbero quelle macchinette se a ogni moneta che metti ti dessero il pupazzino un po’ più figo, poi dieci di merda, poi quando vedono che te ne stai per andare te ne danno un altro un po’ più figo di quello di prima, poi altri venti di merda, e così via

Sì hai ragione, a pensarci è anche peggio del gioco d’azzardo perché almeno ogni tanto la slot machine qualche soldo te lo dà, overwatch no

Sono sempre combattuto riguardo a queste cose.

Da una parte lotterie, slot e affini sono una cosa estremamente stupida e degradante.

D’altra parte è così facile “semplicemente non usarle” se sei un minimo intelligente, che si traducono di fatto in una tassa sulla stupidità.

Togli quello, e ovviamente i soldi devono prenderli altrove.
Onestamente preferisco che li prendano a chi è così scemo da cascarci, piuttosto che a tutti (me incluso).

Però oh, mi rendo conto che sia una cosa abbastanza disgustosa a prescindere, per cui appunto, come dicevo, sono combattuto.

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