Facebook: secondo Sean Parker “sfrutta la psicologia umana”

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Sean Parker, uno dei primi uomini di punta di Facebook (in The Social Network è quello interpretato da Justin Timberlake), nonché cofondatore del mitologico Napster, versa lacrime di coccodrillo:

“The thought process that went into building these applications, Facebook being the first of them, was all about: ‘How do we consume as much of your time and conscious attention as possible?’ And that means that we need to sort of give you a little dopamine hit every once in a while, because someone liked or commented on a photo or a post or whatever. And that’s going to get you to contribute more content, and that’s going to get you … more likes and comments. It’s a social-validation feedback loop. He says people like him, and Mark Zuckerberg knew the potential consequences, but they did what they did anyway.”

Sean Parker Unloads on Facebook ‘Exploiting’ Human Psychology – Slashdot

tech.slashdot.org
Sean Parker, the founding president of Facebook, spoke to news outlet Axios about the ways social networks have made hundreds of millions of users addicted to their platforms. He said, from the…

Questa cosa e’ effettivamente problematica, ma e’ anche difficile definire quale sia il problema…

Sto per fare la pulizia pagine, e pure abbastanza lontano dai 40

È davvero inquietante e sono convinto che sia tutto vero

Praticamente l’intero capitalismo si basa sullo sfruttare le debolezze psicologiche dell’essere umano. Se ci si scandalizza per i social, allora ci si dovrebbe scandalizzare anche per le casse premio o per come vengono sistemate le vetrine nei negozi. Basta guardare come funzionano le casse premio dell’ultimo Call of Duty, la cui apertura è “sociale”.

beh non facciamo di tutta l’erba un fascio però, questo sfruttamento delle debolezze s’è fatto strada dalle vetrine dei negozi (che devi uscire per vedere) alla tv dentro casa, ai cellulari in tasca… c’è comunque stato un aumento notevole di intensità nella pressione psicologica

Mi sembra abbastanza scontato che sia così, soprattutto in un’epoca patetica come la nostra 😀

considera comunque che l’interazione uomo/società è sempre in entrambi i sensi

sì, ma non è mai stata completamente equilibrata e in alcune epoche una ha prevalso sull’altra.

lì dove la società è ineliminabile e l’individuo si illude sempre di essere unico

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