I soldi sono suoi! (Via Reddit: http://bit.ly/2BcJBQX)
The Heartbreaking Story of How One Man Spent £12,000 on Final Fantasy and Nearly Lost His Family
www.kotaku.co.uk
Cloud on the horizon.
Ragazzi, parliamoci chiaro: questa persona ha dei problemi ad accettare la sua vita.
FF è stato solo il SUO modo di trovare un riscatto personale, per quanto effimero, sugli obblighi che da marito e padre di famiglia evidentemente non riusciva più ad accettare.
Questo è un grande appassionato di FF che ha trovato la scusa, dopo 6 anni in cui non comprava un videogame, per potersi sfogare in tutto il suo “egoismo” pensando solo a giocare.
È una cosa che succede, in forme diverse, ovunque e ogni giorno.
Vi ricordate quello che finse ina rapina in casa durante una partita del mondiale per sgozzare moglie e figli piccoli?
Questa è una versione meno sanguinolenta, ma siamo lì.
Pensare che sia colpa dei loot boxes è quantomeno ingenuo.
La supposta confessione di un tossico da microtransazioni. C’è il forte sospetto che sia un fake, perché, almeno nella versione occidentale, Brave Exvius è abbastanza semplice da gestire senza alcun investimento economico. Essere suscettibili alla dipendenza può essere risolto bandendo un modello economico che su più del 90% dei giocatori non ha effetti negativi?
The Heartbreaking Story of How One Man Spent £12,000 on Final Fantasy and Nearly Lost His Family
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Calcolando che solo su GPlay è nella fascia “installazioni 5.000.000 / 10.000.000” di giocatori, il 10% non mi sembra pochissimo. Detto questo continua a non essermi chiaro come mai difendiate un sistema architettato appositamente per spremere fino alla disperazione alcune persone.
Hai giocato a Brave Exvius? Se vuoi un esempio del genere ci sono altri titoli che lo incarnano meglio…
L’ho provato per qualche ora, ma io ormai sono immunizzato dalle microtransazioni, quindi non faccio testo. Una domanda: che problema ci sarebbe nel mettere un limite alle microtransazioni mensili per singolo utente? Tipo 100€? Cioè, il problema lo so bene quale sarebbe, visto che i free-to-play si reggono anche sugli spenditori seriali, ma in generale?
Limite di 100€ al mese ma che puoi togliere con altri cento euro: win-win!
Perché mettere un limite arbitrario non farà certo sparire i casi umani. I problemi se persone con problemi di dipendenza si fanno prendere la mano non sono i giochi f2p…
Matté, vietare l’omicidio non ha fatto sparire gli omicidi. Si prendono provvedimenti perché si riconosce l’esistenza di un problema e si cerca di arginarlo?
Considera che nei primi anni 2000 gli mmog che uscivano anche in Corea avevano il limite di 4 ore al giorno perché c’era chi letteralmente faceva solo quello. Chi aveva problemi di dipendenza grave risolveva con account multipli, perché il problema di queste persone non era giocare, ma scappare dalla realtà.
Il mercato lo argina. Di gatcha brutti ne falliscono un botto. In Occidente quelli dei publisher più noti sono persino resi più accessibili… Il problema sono quelli che titillano il fanservice, tipo Sword Art Online, dove la gente fa letteralmente pazzie per un pg con le tettone mezze di fuori e i publisher Vanno dietro la richiesta. Come al solito tutto dipende dal contesto. Chi è dipendente ha problemi a priori e troverà un’altra droga prima erano i ccg, le figurine, le miniature, i pupazzetti, ora ci sono i gatcha a impoverire le persone.
Seguendo la tua logica ci sono milioni di persone che non hanno un lavoro o una vita e giocano decine di ore ai videogiochi tradizionali ogni giorno, rovinandosi vita e relazione con le persone banniamo i videogiochi?
Se non altro qui c’è la barriera di accesso dei soldi.
Forse sarebbe di iniziare ad affrontare con maturità il discorso di addiction e videogiochi e non indignarsi selettivamente o sentirsi offesi personalmente quando comunità o cliniche aprono terapie per questa categoria.
Non è il medium, sono le persone ad aver bisogno di aiuto…
Sul fatto che siano le persone ad aver bisogno d’aiuto siamo d’accordo. Ciò non toglie che chi crea sistemi per spremere persone che hanno bisogno d’aiuto non le stia aiutando 😀
Ti consiglio di considerare anche quanto sia ristretta realmente la user-base.
Ffbe ha avuto dal lancio poco più di 200k giocatori, che fa scopa col numero di download, considerando quanto è basso il tasso di conversione sul primo avvio.
Tradizionalmente non è proprio un gatcha in quanto si spende tantissimo su una storia episodica veramente carina e difficile il giusto, relegando i contenuti hardcore in un angolino.
Toglietegli FF e quest’uomo troverà altri 100 modi di sputtanarsi i SUOI soldi invece di darli a moglie e figli.
Diventare una balena 🐳 in questo caso è solo uno dei vari finali che questa storia poteva avere.
Se avesse avuto più passione per il whisky, le donne, le corse dei cani… Qualunque cosa.
È tutto nella sua volontà di evasione dalla sua “identità borghese”.
Ma questo 90% esce fuori da uno studio o è tanto per portare acqua?
Si basa sulla definizione di whale: ovvero chi “pesa” per il 70% nel business model del f2p. Di solito sono circa il 10% degli utenti. Ovviamente non è detto che siano tutti ludopatici: il dato è abbastanza in linea con il modello di ricchezza mondiale medio. La maggior parte è gente che può spendere migliaia di euro in microtransazioni semplicemente perché possono.
No, sono tutti MALATI e dobbiamo PROTEGGERLI DA LORO STESSI VIETANDO I VIDEOGIOCHI ☠️
😄 La domanda corretta da farsi sarebbe: questa balena 🐳 cosa avrebbe fatto senza QUESTO stimolo/tentazione?
Avrebbe condotto una proba vita guidato dall’onestà del buon padre di famiglia? 🤔
Siamo davvero così ingenui?
il ragionamento “se non aveva i videogiochi aveva altro” è una minchiata, è come dire “eh ma quel tizio là se non era nella mafia era nella camorra, lasciamo stare la mafia!”
più sfumato il “problema” del “sono ludopatici o sono ricchi?” (o sono ricchi ludopatici, aggiungo?). credo che da ‘sto punto di vista bisognerebbe fare studi più approfonditi, ma per tagliare corto facciamo il test definitivo: chi di voi metterebbe le palle sul fuoco che sono più i ricchi dei ludopatici (o viceversa, eh!) a tenere in piedi tutta la baracca?
Beh, se sei ricco la tua percezione del denaro è diversa. Non credo sia un caso che la distribuzione dei big spender sia molto simile alla distribuzione della ricchezza. Se è lecito per una persona comperare un orologio da 3000€ non vedo perché non lo sia comprare 3000€ di microtransazioni. Nessuno si cura della salute mentale di tutti quei padri di famiglia che fanno rate per macchinoni ben al di sopra delle loro possibilità, ad esempio.
Se ribaltiamo il discorso è più democratico di un modello dove un gioco con quel livello di complessità costa a TUTTI 20€ + un abbonamento.
Matteo ripeto, palle sul fuoco, ce le metti? io no 😀
also, l’analogia con l’orologio o con il macchinone è fallata: con l’orologio e con il macchinone io so quanto spenderò (al max non mi rendo ben conto di quanto pagherò di interessi con le rate, se pago a rate)
con gli IAP non ti rendi bene conto di quanto spendi sul momento, anzitutto perché sono acquisti che presi singolarmente spesso hanno un valore trascurabile (e si instaura il meccanismo “ancora un altro dai” favorito anche da tutta un’altra serie di tecniche) e secondariamente perché spesso ci sono valute interne al gioco con tanto di offerte, sconti, occasioni speciali, etc etc, che rendono il calcolo di quanto uno effettivamente spende macchinoso
Si, la psicologia dell’acquisto d’impulso è innegabile, come anche la strumentalizzazione della frustrazione. Ma se ti spari centinaia di euro in una sessione o hai un problema di ludopatia oppure non ti preoccupa spenderli. Ad essere sincero mi deve ancora capitare un gioco F2P famoso che ti induce a spendere in maniera truffaldina o sia poco chiaro sui prezzi. Sarà pure che io scremo quelli più frustranti e fastidiosi? Può essere.
sì ma capisci che comunque è diverso comprarsi l’orologio da 3.000 euro o firmare per pagare a rate il macchinone dal trovarsi lì a pensare sul momento se spendere o meno la cifra per l’IAP
da un lato hai tutto un processo che devi iniziare ponderare e portare a termine per effettuare l’acquisto
dall’altro è come se i supermercati fossero tutti e solamente un’eterna fila alla cassa con mentine e cioccolatini che ti tentano ad ogni passo, e quando paghi c’è un’altra cassa con mentine e cioccolatini, e poi un’altra ancora, e ancora…
Bruno Barbera I giochi F2P non funzionano così: stai generalizzando un concetto teoricamente valido che però è applicato molto diversamente, ormai. Da prima degli smartphone.
vabbè ma possiamo concordare almeno che le IAP come concettualizzazione cognitiva dell’utente occupano uno slot diverso dall’orologio da 3.000 euro o dal macchinone a rate?
Bruno davvero vuoi paragonare le microtransazioni alla Mafia? 🤣
Ho capito il tuo punto però… La questione di quanto l’oggetto in questione sia EFFETTIVAMENTE una minaccia IRRESISTIBILE è il punto focale.
Le MT e i LB sono una bomba atomica oppure semplicemente pericolose in mano a persone GIÀ problematiche?
Alcool, scommesse sportive, droga, auto veloci, moto, poker online, camgirls… Anyone?
tutte le robe che citi (eccezion fatta forse per le camgirl) sono regolamentate in un modo o nell’altro, per cui direi che un po’ ti sei già dato una risposta
E la regolamentazione ha impedito alle persone di abusarne?
Minori ovviamente esclusi. Come per tutto il resto.
Ma scusa Andrea, ma che discorsi sono? L’alcool è – teoricamente – regolarizzato, idem per il gioco d’azzardo, la droga e il poker online.
Il fatto che esistano altri vizi non scusa automaticamente la creazione di un vizio nuovo o la sua mancata regolamentazione
Il discorso è questo: la regolamentazione ha reso impossibile abusarne?
Direi di… No.
Poi non dico che non vadano regolarizzati, ma che come tutti gli altri “stimoli” possono essere letali SEMPRE e COMUNQUE “in mano” alle persone “giuste”.
Vizio nuovo?
Il collezionismo Otaku (i gatcha più spinti si ispirano a questo) non esisteva prima?
I CCG non esistevano prima?
Le figurine non esistevano prima?
Qualsiasi mania ossessivo-compulsiva circondi il mondo del gaming non esisteva prima?
Chi raida 12 ore al giorno a WoW e chi stà dalla mattina alla sera su Destiny e Halo per me sono sullo stesso piano. Anzi, forse pure peggio, perché in quel caso parliamo di un numero molto più grande di addicted che non ha barriere d’ingresso e non fa rosicare nessuno. Quindi sono ignorati da tutti.
vabbè ragazzi però qualsiasi argomento perde di senso se si parte con “eh ma allora”. e allora i supermercati? 😀
Appunto, è proprio questo il senso…
Infatti è ridicolo gridare allo DIMONIO quando si tratta solo dell’ennesima “tentazione” consumistica da gestire con cautela.
Nessuno grida al demonio, semplicemente è inutile fare di tutto un fascio. Questa vostra argomentazione è peggio di “e le foibe?”.
Se i giochi F2P fanno male, si cerca di arginare questo male, punto.
Ragazzi ma parliamo di un servizio A RICHIESTA, mi pare un approccio un po’ allarmista dire FA MALE come fosse piombo tetraetile 😅
Quale sarebbe la soluzione? Sostituirsi ai genitori e bloccare la paghetta ai figli di 20/30/40/50 anni? Come? A che titolo?
Si, che poi ti catturassero. Non c’è più un gicoo in cui le daily reward richiedano di loggare tutti i giorni, i guadagni si assottigliano sempre di più e le utenze sono pochissime rispetto ai DL. L’ultima cosa che possono permettersi (specie quelli che sono giochi veri) è frustrare o indispettire l’utenza tanto da non farla più loggare.
Andrea Gaminaction Lib Io gioco dai tempi di Ultima e ne ho viste poche di persone in età da lavoro che per sentirsi qualcuno in un mondo virtuale hanno buttato nel cesso il futuro. I meccanismi sono sempre quelli: essere i primi, avere tutto prima di tutti, non accettare la sconfitta e la frustrazione che certi giochi generano, essere convinti che c’è un modo per fregare il sistema. Che poi il peggio l’ho visto sempre negli FPS nuovi e vecchi, dove il limite sono le tue stesse capacità. Quando ci penso mi dico sempre che sono stato molto fortunato e mi cala una tristezza…
Bruno Barbera NESSUNO CITA L’OVETTO KINDER?
Simone Tagliaferri Lì era una sorpresa su cinque. Tu ci scherzi ma Brave Exvius è una su 10 e stiamo facendo tutto sto casino (come se poi solo il drop viola fosse utile).
Ci saranno SEMPRE persone problematiche che distruggeranno la loro vita perdendosi in un’addiction.
Si deve lavorare sulle persone, non sulle potenziali (infinite) “droghe comportamentali”
(Ho dovuto incollare l’infografica contenuta nel post, che in realtà è di una ricerca di fine 2016. L’articolo del mio contatto linkedin è privato).
Vi lascio questo articolo, che rimanda anche al discorso fatto qualche settimana fa: i big spender stanno diventando meno importanti perché l’utenza si distribuisce su molti più titoli e i modelli si stanno “raffinando”.
Chi grida al gioco d’azzardo arriva in ritardo perché il mantra sta diventando “pagare tutti, pagare meno” (anche se sui titoli che ancora hanno come riferimento gli Otaku si monetizza a bestia) o sul tavolo si lasciano bei soldini.
In effetti quasi tutti i giochi di punta oltre alle microtransazioni ora propongono micro-abbonamenti. Anche perché così il modello di revenues è più regolare e gestibile verso gli investitori.
l’immagine è troppo rimpicciolita, non si legge… puoi ripostarla su imgur o simili?
La potete scaricare e dovrebbe essere leggibile. Ora la riposto
LOL
Li conosco quei dati, che quando li lessi mi ricordarono molto quelli dell’apertura di Las Vegas alle famiglie (e non scherzo, devo ritrovarli). Detto questo la sostanza non cambia molto: se un certo sistema è assimilabile al gioco d’azzardo, o può condurre verso lo stesso, andrebbe regolamentato come tale per tutelare i soggetti più deboli (minori, persone particolarmente esposte e così via). Non ne chiedo la cancellazione, ma solo una revisione.
Perché una loot table o i vincoli con i weekly drop per allungare il tuo tempo di permanenza in un gioco sotto abbonamento anche di qualche mese non è lo stesso? Sempre di random pull parliamo. Posso assicurarti che la gente ci si fa male lo stesso.
Simone Tagliaferri L’articolo completo era più interessante perché parla dell’evoluzione di quel modello. Ma è privato.
Matteo “Perché una loot table o i vincoli con i weekly drop per allungare il tuo tempo di permanenza in un gioco sotto abbonamento non è gioco d’azzardo?” questo è un altro “eh ma allora…” intanto regolamenti le microtransazioni, poi ai casi fringe ci pensi dopo, ma da qualche parte dovrai pur iniziare no?
“ehi c’è un incendio! chiamiamo i pompieri!” “eh ma allora li dobbiamo chiamare anche quando uno si accende un fiammifero?”
OK Bruno. Però perdonami: stai facendo lo stesso pure tu. Dove tiri la linea? Ripeto: una volta gli MMO F2P avevano il limite di 4 ore e le persone ludopatiche avevano account multipli. Il problema in questicasi non è quasi mai il gioco o la meccanica. E’ la persona. Che troverà nuovi modi per alimentare la sua ossessione (fatti una cultura sui reroll, rimarrai stupito).
Perché i giochi di questo genere che durano nel tempo diventano sempre meno restrittivi e più inclusivi (ultimo esempio: l’apertura maggiore della versione F2P di EVE Online)? Critichiamo in astratto le meccnaiche o sue applicazioni specifiche? Abbiamo stat sulle vite rovinate da tali sistemi oppure i big spender possono per lo più farlo? Valutiamo gli impatti sull’accesso esteso di un genere o un brand a persone che altrimenti non ci avrebbero mai avuto nulla a che fare non essendo disposti a pagare nulla? Alcuni F2P sono stati veri e propri cavalli di troia per prodotti con altri modelli di business.
mah in maniera molto semplice e ispirandosi a cina e giappone stabilisci un limite max di spesa mensile e/o vieti queste robe ai minori, easy
o almeno le vieti ai minori e basta, prevedendo l’obiezione “eh e però come fai a decidere il limite?” 😉
Alcuni sono vincolati ad avere una cc sull’account, di cui non puoi essere titolare sino a 18 anni (tranne carte speciali). Sul limite mi sembra una soluzione tardiva ora che il modello si sposta sulla diffusione e l’accesso illimitato. Anche perché un compulsivo farebbe multi account o giocherebbe a più cose contemporaneamente come avvenne all’epoca del limite delle 4 ore. Tanto che la norma fu poi abilità in favore di informazione, prevenzione e cura fisica. Con ottimi risultati, peraltro.
Ecco l’infografica su IMGUR
https://imgur.com/gallery/jEXOa
The Main F2P Personas by Tapjoy
imgur.com
Imgur: The magic of the Internet
Ragazzi non generalizzate: condividete le vostre esperienze.
Quali giochi F2P non vi sono piaciuti? Non sono mica tutti uguali, anzi!
Leggo un sacco di generalizzazioni ma forse dovreste calarle sulle vostre esperienze dirette e parlare per titoli o entrare nel merito delle meccaniche.
Un gatcha che fa fanservice ti sbatte subito in faccia transazioni da anche centinaia di euro (tipo l’intro-pack di Tsubasa o di SWO), ma in quel caso, a mio giudizio è anche azzardato parlare di gioco. Sono i port più pigri.
Un Neverwinter, Heartstone, i F2P Nintendo, SW Heroes o un Marvel Future Fight hanno un approccio più bilanciato e sono giocabili sul lungo termine senza perdere molto rispetto a chi rusha comprando. Anche i contenuti sono cadenzati per uscire solo quando la maggior parte della community ha “finito” i precedenti, per non spaccare la user base e darsi la zappa sui piedi.
FF Record Keeper e Brave Exvius sono due facce della stessa medaglia: uno basato solo sulla progressione, l’altro sulla narrazione. Sarà per le guide ma per entrambi lo shopping è un caso limite e spesso è sconsigliato dalle guide strategiche perché inutile (con un PG 4* fai quasi tutto, anche se si arriva sino a 6*).
Poi ci sono quelli che basano i reward su quanta pubblicità vedi ma non riesco a farmeli piacere, quindi non ne parlo perché li conosco poco.
I titoli che ho elencato sono molto accessibili ma con un’altissima complessità sul lungo termine. Padroneggiarli vuol dire studiare (per questo mi piacciono) e saper pianificare un party con le relative build non è facilissimo. Tuttavia il sistema fila ed ha molto più che senso. Ovviamente questo fa molta differenza in termini di tempo speso e resa del gioco. Se uno li gioca da completista e perde tempo a collezionare pupazzetti può farlo ma è un po’ un controsenso.
In generale tutti sono giochi che ti prendono sull’impazienza ma se sei costante, ti fai un network di amici online e studi un minimo (perché a parte tutto hanno del bel game design) sono quello che devono essere: giochi a cui dedicare al massimo 10-30 minuti al giorno e con un senso di community molto più evoluto di quello che sembrerebbe a prima vista.
Gli F2P mobile hanno ormai 20 anni di storia, perché sono i figli dei F2P MMO di inizio secolo: non sono meno frustranti o ripetitivi di un MMO medio, anche perché il mondo è cambiato, la scelta è ampia e se spaventi un utente quello si sposta altrove con il tempo di un download. Pensare che siano trappole che catturano gli utenti è sconfessato dalle ricerche di mercato e da chi questi Business Model li implementa. Per farvi capire: quasi tutti sono nati con le daily reward e obiettivi progressivi che richiedevano di loggare tutti i giorni, ora puoi stare fuori anche diverse giornate e quando rientri riparti da dove eri rimasto, perché nessuno è più così assiduo a causa dell’alta competizione, quindi vincoli e frustrazioni si ammorbidiscono sempre di più. Ovviamente questo non aiuta chi è ossessionato da avere tutte le caselle riempite.
Qualcuno ci rimane sotto ma succede con tutti i titoli di questo genere e c’è moltissima gente che ogni giorno si rovina la vita un poco di più anche su titoli che hanno solo il prezzo di acquisto in copertina.
E’ chiaro che se il genere non piace non è che un F2P vi farà mai impazzire o cambiare idea sul genere. Però a dire lammerda e basta poi succedono i casini tipo SW BF, che è diventato un gioco molto peggiore a fronte di un problema inesistente fomentato da chi, a poche ore dal lancio, è saltato a conclusioni molto affrettate.
PS: il reboot mobile di Lineage II è fantastico.



