Quanto bisogna tenere conto del target di un videogioco quando lo si recensisce?

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Secondo voi, chi recensisce un videogioco, nel momento del valutare i vari parametri, in che misura dovrebbe tenere di conto della fetta di giocatori a cui il titolo, presumibilmente, è indirizzato? secondo me sì, ma poi devi decidere tu (o la linea editoriale della rivista o del sito per cui scrivi) che peso dare a questo fattore secondo me conta in bella misura: spefichi fin dall'inizio che è un gioco "per appassionati RPG o simulazione", e chiarita questa cosa, scrivi per quel pubblico. se uno ama i picchiaduro e odia gli RPG, non c'è recensione "generica" che tenga, allora tanto vale rivolgere recensione e valutazione per chi apprezza il genere.
Però una recensione troppo mirata, potrebbe scoraggiare una fetta di persone dal.provare il titolo. una recensione rivolta a tutti serve solo per un capolavoro, quelle cose che veramente tutti devono almeno provare. son cose rare... che ne so, un dark souls 2, che a detta magari della redazione può interessare anche a chi non è interessato. Però io giocatore posso essere incuriosito da un titolo di cui parlano tutti, senza essere un capolavoro, e quindi cerco una recensione per farmi un'idea da videogiocatore, tu conosci i tuoi gusti, però: se ti dicono subito che è un genere che non ti piace, la rece puoi anche leggerla e rimanere con gli occhi a cuore, ma poi rischi che prendi il gioco e, sì, ti fa schifo perchè non ti piace il genere. a questo punto io, recensore, preferisco specificare a chi si rivolge la recensione Vero anche quello... (ti sto rispondendo sui videogiochi, ma io mi occupo di musica metal, e negli anni la mia scelta è stata proprio questa. uno che ama il death non ascolta il power - se lo ascolta benissimo, ma io comunque in una recensione power, mi soffermo sulle caratteristiche del power, non sto a pensare se può piacere anche a chi ama sonorità estreme) Ma la cosa, ovviamente, vale anche per una marea di settori. Anche parlando di metal potremmo fare infiniti esempi e riflessioni. 🤘 vale anche il contrario: le recensioni di un genere specifico, sarebbe meglio che le scrivesse chi quel genere lo conosce (e che sia una persona equilibrata, non un esaltato del genere). non ricordo in quale podcast o articolo, leggevo di come su una rivista per mancanza di personale avessero messo a recensire jrpg un amante di giochi di guida. cosa vuoi che ne esca, da una recensione del genere?
alla fine ognuno ha i suoi gusti, non ci si fossilizza da videogiocatori su solo un genere, ma magari parlare dei 3-4 in cui si è ferrati e si ha molta esperienza è meglio. i "tuttologi" possono fare un lavoro decente, ma è meglio puntare all'ottimo. Intanto "veri tuttologi" dubito ce ne siano davvero 😉
Dipende. Di solito una pubblicazione recensisce i giudica in base al suo target. Ci si pone una domanda di una semplicità disarmante, ma meno scontata di quello che sembra: X può andare bene o no per il mio lettore ideale? Insomma, non esistono criteri di valutazione che siano davvero oggettivi, ma solo delle prospettive su un dato oggetto. Con questo, ovviamente, è anche stupido ritenere che tutti i punti di vista abbiano lo stesso valore. Ad esempio il pubblico di M.it non manifesta un grande interesse per gli strategici puri, ma ciò non significa che non siano titoli validi o che vadano recensiti senza tenerne in considerazione le caratteristiche specifiche, quelle che li rendono appetibili per un certo pubblico. Ciò che va sempre evitato è alimentare il fan scemo che si annida dentro ogni occidentale medio. Dipende che tipo di pubblico legge il sito in questione

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