#ANIME: Devilman, tutto quello che c’è da sapere prima di vedere crybaby secondo #AKU

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#toknowdevilman
#cosedasapere prima di Devilman Cry Baby
#pezzaaku da pizzeria

Repost: originalmente pubblicato su Anime World e TWAU e altri luoghi da mangiamerda giappominkia.

Probabilmente i due OAV di Devilman, rispettivamente “Devilman: La Genesi" (Debiruman:Tanjō hen) e “Devilman: L’ Arpia Silen" (Yōchō shiren hen) sono e restano tra i migliori lavori d'animazione mai realizzati, frutto di un'epoca che non si è mai ripetuta, e mai si ripeterà, probabilmente, genesi e culmine di un metodo di lavoro ormai quasi del tutto dimenticato o drasticamente ridotto: un artigianato dell’animazione nipponica che ormai troviamo sempre più accorciato e sempre più inabissato tra CGI e nuovi metodi per smaltire, alla svelta una produzione. L’armonizzazione tra CGI e disegno a mano è ancora materia di scontro, secondo molti. A mio dire l'integrazione con la CGI fa ancora schifo nel 90% degli anime.

Riguardandoli a distanza di anni non si può non riconoscere a queste opere animate un valore sommariamente superiore che semplicemente stacca tutto il resto. Si resta ammutoliti di fronte ad una simile perfezione luciferina, si resta inebetiti di fronte ad un simile risultato e non si può non riconoscere che Devilman “La Genesi” e “L’Arpia Silen” sono due OAV che non sono invecchiati di una virgola ma anzi. Mai come adesso meritano di essere riscoperti.
Siamo nel 1972, Go Nagai che tutti conosciamo grazie ad i robot che riempiranno l’immaginazione di una intera generazione (Mazinga-Z Jeeg, Goldrake, Getta Robot etc) crea un manga horror dalle tematiche decisamente forti, orrorifiche ed adulte, si tratta di Devilman.
Alla base del manga c’è una fascinazione dell’autore sulla figura del diavolo, la completa sfiducia nel genere umano, un richiamo costante alla Divina Commedia, una passione per le tematiche d’orrore e le scene sanguinolente ed infine, un tratto feroce e spietato che fa a brandelli il lettore e lo porta in uno dei finali più drammatici ed inaspettati che memoria di lettore manga ricordi.

Sopra ogni cosa è da ammirare la ferma posizione di Nagai di concludere l’opera quando è il momento giusto, quando cioè il lettore è sufficientemente affezionato al giovane Akira Fudo e a Miki e quando, incredule, sfogliando le pagine dell’edizione della Granata Press, pensa che non può finire in questo modo e che si merita un finale diverso.
Nagai è un genio. Con tempo realizzeremo che nessun finale è migliore di quello escogitato da Kyoshi Nagai.
Devilman è un cult-manga dal valore assoluto ed insindacabile, considerato un autentico capolavoro in tutto il mondo, osannato da critica e pubblico, e fonte inesauribile di progetti ad esso legati. La gestazione della versione anime ha una lunga storia che si porta appresso.

Nel 1972 viene proposta una versione televisiva del manga di Go Nagai da Toei-Doga che esattamente l’anno prima era rimasta colpita dal precursore spirituale di Devilman, Mao Dante, a quel tempo pubblicato su Bokura Magazine. Mao Dante era una sorta di prova generale di Devilman, ci sono molte tematiche ed assonanze con la storia dell’uomo diavolo, anche se l’opera è ancora leggermente acerba e in stile Nagai prima maniera.
Sull’idea vincente di Mao Dante, Toei-Doga commissiona a Nagai la creazione di un nuovo personaggio demoniaco che deve combattere il male, l’intenzione è quella di produrre una serie televisiva, una linea di giocattoli, e parecchio merchandise legato al personaggio. In stile jap.
Nagai accetta ed interrompe Mao Dante (che rimarrà un’opera incompiuta) e si cimenta nella creazione di Devilman.

Ma ben presto il suo genio esagerato irrompe nell’opera commissionata da Toei e il suo fumetto kodomo (destinato cioè ad un pubblico di bambini) esplode in un turbine disperato di violenza e ferocia che si esprime sulle tavole con ondate di schizzi furibondi di china, un linguaggio crudo che non lesina certo a richiami o situazioni pesanti ed una storia dalle tinte adulte, molto più lontano a kodomo che allo shonen. È quasi un seinan-manga.
Il tratto di Nagai è brutale e non risparmia scene violente, mal di addice all’iniziale richiesta di Toei che aveva pianificato su questo manga una attenta trasposizione televisiva, la storia cupa ed inquietante, dove i genitori di Akira vengono mangiati dagli stessi demoni che poi dovrà combattere* o innocenti bambine che vengono trucidate da uomini più simili ai diavoli, non è assolutamente adatta per il pubblico infantile a cui Toei voleva rivolgersi.
Ormai però Il Maestro Nagai è troppo coinvolto nella sua opera, davanti alla richiesta esplicita di modificare il personaggio e lo svolgersi della storia, Nagai rifiuta categoricamente, continuando la lenta e metodica stesura del suo manga. Toei si vede quindi costretta ad affidare a Kazuo Komatsubara, un promettente animatore, la serie di Nagai, il compito di Komatsubara è arduo: filtrare l’opera per un pubblico di bambini, senza tradirne lo spirito.

L’8 Luglio del 1972 su Asashi Tv andrà in onda la prima puntata di Devilman (Debiruman).
Komatsubara seguendo gli ordini di Toei trasforma il macellatore di demoni Amon/Akira Fudo in un eroe ne più ne meno tokusastu*, con tanto di mosse speciali, una precisa moralità ed etica nei combattimenti, e l’immancabile colpo finale che non può mancare ad un supereroe degno di tal nome.
Fondamentalmente viene replicata ad hoc la formula classica nagaiana che già aveva garantito un discreto successo: i Generali dei Demoni in ogni puntata televisiva, mandano un avversario contro Devilman che deve sconfiggerlo, usando più o meno l'intelletto o la forza bruta. Non molto diverso dai mostri meccanici spediti dal Dottor Inferno contro la fortezza delle scienze, anche se la base di Devilman è casa Makimura, un ambiente familiare tranquillo (Akira è stato adottato dalla famiglia Makimura)
Un linguaggio visivo molto innocente colora ogni puntata, rendendo la serie molto scorrevole e simpatica, perfetta replica dei canoni anime in voga nel 1970, viene inoltre aggiunto un elemento umoristico per alleggerire i pochi momenti di brivido, dopotutto è una serie leggermente orrorifica, che tratta di mostruosi demoni che vessano il genere umano. E nella seri TV non mancano picchi di une certa violenza come incidenti improvvisi, o l'utilizzo di strane colorazioni per simulare sangue.
Nelle intenzioni della produzione c’era anche il lancio di una serie di giocattoli legati al franchise, Debiruman doveva diventare un prodotto per bambini e Komatsubara pur senza stravolgere il personaggio di Go Nagai, compie il miracolo, riesce a mantenere in equilibrio la visione del Devilman edulcorato che vuole Toei Doga e mantiene vivo il feroce Amon, uccisore del regno dei demoni.

Va ricordato a tal proposito, tra i vari cambiamenti tra manga e cartone animato, che nella versione Toei, Amon sostituisce quasi completamente l’indole del giovane Akira Fudo, mentre nella versione manga, Akira resta un uomo con i poteri di un demone, anche se più determinato.
Una differenza significativa che nei 39 episodi del cartone animato verrà alla luce, facendo sorgere più di qualche dubbio sull’effettiva bontà del giovane ragazzo ospitato a casa a Makimura...che mancherà spesso di empatia verso il genere umano che dovrebbe difendere, combattendo quasi per capriccio o spesso per impressionare la giovane Miki, di cui è perdutamente innamorato.
L’opera originale, nuda e cruda, spietata e agghiacciante, lascia il posto a colori sgargianti, le zampe caprine di Amon/Devilman diventano gambe umane, la coda scompare dentro improbabili mutandoni con tanto di fibbia, le ali da pipistrello vengono sostituite da ali gommose e retrattili dalle forme morbide, anche il volto durante la trasformazione demoniaca mantiene connotazioni umane, tutto è stato ripulito per un pubblico giovane secondo un preciso dettame di Toei Doga. Curiosamente, i demoni restano demoni.

Passeranno molti anni prima che Devilman torni. Quindici anni dopo viene deciso di fornire all'opera di Nagai una trasposizione animata adeguata e si opta per una serie di OAV. Nagai rimasto impressionato dalla bravura di Komatsubara che sta mietendo successi in patria, collabora in un progetto sontuoso: La Dynamic Planning Co. di Nagai si fonde in una collaborazione con OH! Production di Komatsubara, per creare qualcosa che a distanza di 20 anni è ancora un cult assoluto dell'animazione nippocentrica.
L’idea è quella di realizzare una serie di OAV ad alto budget fedele all'opera originale e curata da uno staff di tutto rispetto, tra cui lo stesso Nagai alla sceneggiatura e Kazuo Komatsubara al character design. Tsutomu lida alla regia, Kenji Kawai alle musiche, Takamura Mokuo negli stupendi fondali.
E’ uno staff con credenziali artistiche a dir poco pazzesche.
Basta controllare qualunque nome che ho menzionato di sfuggita e troverete un’autentica trafila di capolavori dell’animazione nipponica a cui hanno lavorato. Praticamente c’è una linea quasi continuativa ed initerrotta di masterpiece a cui questi autori hanno partecipato oppure contribuito. I poli massimi dell’animazione, si va rigorosamente in ordine sparso da Nausicaä della Valle del vento a Maison Ikkoku, da Tiger Mask a Astroboy a Galaxy Express.
La lista è davvero enorme.
Purtroppo a causa delle difficoltà nel reperire fondi per la produzione degli episodi, costosissimi, lunghi ma anche stupendi, la serie di Nagai e Komatsubara viene interrotta. La morte di quest’ultimo, avvenuta nel 2000 mette definitivamente fine all’impulso di continuare e concludere una serie OAV (Original Anime Video) destinata ad essere riconosciuta come uno dei massimi capolavori dell’animazione nipponica.
L’opera resterà incompiuta per molti anni, fino a quando, con una discutibile operazione commerciale, viene conclusa sempre nel 2000 con “Amon: L’Apocalisse di Devilman” che poco o nulla a che vedere con la qualità eccelsa dei primi due OAV. Ma almeno conclude l'opera.

Entrambi i mediometraggi di Komatsubara seguono fedelmente gli avvenimenti narrati nel manga eliminando saggiamente alcune delle parti invecchiate peggio ed effettuando delle aggiunte intelligenti che si amalgamano perfettamente con il manga originale. Come il prologo iniziale per esempio, dove grazie alla toccante colonna sonora di Kenji Kawai, viene spiegata perfettamente la storia primitiva del popolo dei Demoni, senza dover far uso di dialoghi o filler, lasciando tratteggiare ad una meravigliosa colonna sonora ogni passaggio. Oppure alcuni dialoghi tra Amon e i suoi nemici/fratelli che fanno percepire chiaramente che la tribù dei demoni è molto simile ad una società umana, dopotutto, con amori ma anche rivalità precise.
La qualità tecnica di entrambi gli anime è a dir poco straordinaria e decisamente all'avanguardia, superiore ad ogni comparazione dell’epoca, con disegni curatissimi ed animazioni così fluide, naturali e dettagliate, che vi lasceranno a bocca aperta. Non si sono mai viste in una produzione home video una simile cura. Una simile dedizione cinematografica certosina è paragonabile quasi alla perfezione delle migliori opere di Mad-House o Studio Ghibli, anche se il tratto pulito del character design di Komatsubara è significativamente uno degli aspetti più godibili dell’intera opera. Uno stile che non tradisce l’opera originale ma la rende ancora più bella. Gli anime sono ambientati negli anni che vanno dal 1987 al 1990, differentemente dalla serie Toei che invece sfruttava una ambientazione anni 70.
Da segnalare inoltre il doppiaggio italiano veramente notevole, con un Ivo de Palma perfettamente calato nella parte di Akira/Devilman e un Claudio Moneta che rende perfettamente omaggio alla turbolenta indole di Ryo Asuka, ma poi come dimenticare Caterina Rochira (Silen) o Flavio Arras (Jimmen) tutto il cast è spettacolarmente giapponese nell’inflessione mostrata, si percepisce chiaramente un trasporto personale per l’opera in questione.

Concludendo, i due OAV sono autentici gioielli dell’animazione giapponese, praticamente imparagonabili ad ogni serie animata recente, e se posti sotto un confronto diretto, fanno a pezzi (in stile devilman) parecchi lungometraggi anime. Sono due OAV in grado di lasciare una profonda cicatrice, se si ripensa agli standard attuali dell'animazione nipponica.

*Nel manga i genitori di Akira non vengono mangiati dai demoni ma nel 1996, Nagai riprenderà queste idee facendole diventare “canon” e inserendole ufficialmente nella storia.

* Tokusatsu - Genere di film e produzioni tv con supereroi come Ultraman, Kamen Raider, Megaloman (etc) Indica anche altre specifiche del genere come "colpi speciali" o "posture".

Michele Costenaro

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