Dai che scatta un’altro episodio tipo DoA X3 su Twitter, playasia viene boicottata e quindi si becca altri 12.000 follower su twitter:
https://twitter.com/playasia/status/975641652269232129
Per chi si fosse perso questo fulgido episodio di giustizia galattica contro le forze del male, lascio un link, oppure basta cercare “playasia SJW nonsense”
“Omega Labyrinth Z is banned in the UK, Germany, & Australia but luckily I know a store that ships worldwide! This instance of anime titty censorship is totally because of financial reasons as well, right?”
è una mossa del tutto comprensibile secondo me, i videogiochi non sono più un passatempo di nicchia, la grafica e gli ammiccamenti non sono più fatti di due pixel in croce, e finché non ci saranno divieti effettivi di vendita legati al PEGI o chi per lui è logico che robe più spinte non possano essere immesse sul mercato così come niente fosse
play asia come al solito fa marketing andando a titillare gli anti sjw ma se uno ci riflette un attimo effettivamente le differenze culturali con l’oriente ci sono
super bunny ha fatto un ottimo video a proposito della questione http://www.freeplaying.it/2018/03/09/video-super-bunnyhop-age-ratings-across-the-world/
oneangrygamer mi sembra un altro di quei siti tristemente nati sulla scia del gamergate
#VIDEO: Super Bunnyhop – Age Ratings Across the World
www.freeplaying.it
“In USA meglio la violenza che il sesso, in Giappone il contrario. In Cina devi promuovere i valori del socialismo, o rischi multe e galera. In Germania niente svastiche nei videogiochi, ma nei film sono ok. In Russia niente gay grazie! In Brasile la gente è povera e quindi bisogna evitare di mostr…
E guardiamoci anche sto video.
Playasia fa marketing e fa i loro sacrosanti interessi, però contemporaneamente ha portato una vittoria contro gente che con i videogiochi non ha nulla a che fare e che rompe il cazzo a compagnie che sono nel mercato da prima che loro nascessero.
Ho preso il link di oneangrygamer perché era uno dei primi su Google, basta fare un’attimo di ricerca e si trova il proprio preferito, e chi non ne ha parlato lo ha fatto per convenienza, perché la vittoria di Playasia sui SJW e persino sulle richieste di licenziamento del loro personale e le minacce di boicottaggio, è stata totale e schiacciante (trollandoci pure sopra).
Comunque hai beccato il peccato originale, l’origine di tutti i problemi del mercato videoludico moderno, la massificazione, l’inseguire i gusti di gente che è entrata con PS3 e Wii e che quindi di videogiochi non ne sa un cazzo di niente (e si permette pure di giudicare).
onestamente il ragionamento “che merda la massa che ci toglie le cose belle” è abbastanza fallato perché come dimostrano i fatti il giocatore di nicchia oggi può giocarsi tutto quello che vuole, importato o piratato che sia
mi sembra assurdo che per quella nicchia che vuole giocarsi il gioco delle minorenni a cui si alza la gonnellina si debba buttare un titolo del genere nei negozi dove poi andrà in mano a chiunque
e oltretutto una volta che si incazzasse la massa (anche a ragione) altro che i SJW
Bruno Barbera per fortuna anche, direi, a me sta sul cazzo pure la censura, ma se per giocare a Bravely Default devo accettare che mi tolgano i costumi succinti a Agnes, pazienza.
Scusa, ma piuttosto, se esiste un sistema di rating (grandi i Tedeschi cmq) apposta per dare le stesse possibilità di vendita al titolo di nicchia come alla roba commerciale, perché non usarlo? Se una madre compra Senran Kagura al figlio di 9 anni è una cerebrolesa e sono solo cazzi suoi (cmq ha comprato un bel picchia duro a scorrimento eh).
Il problema poi sarebbe un’attimo più radicato ma fermiamoci qui che è meglio.
eh il problema è che sono pochi i paesi (come la Germania) che applicano i rating anche alla vendita effettiva dei vg, in tutti gli altri posti è solo un bollino che chiunque può bellamente ignorare
poi c’è il fatto che a livello culturale in Giappone le minorenni succinte/sessualizzate sono più accettate (anche troppo in certi casi IMHO, e te lo dico da appassionato di roba giapponese) e in ogni caso proporre qui da noi certe robe è abbastanza spinoso, quanto meno proporlo in maniera “mainstream”
i soldi per fare censure più o meno sensate immagino che ce li abbiano solo i titoli più grossi (come Bravely Default appunto), il titolino minore o esce sottobanco o lo prendi da Play-Asia, e alla fine IMHO va bene pure così perché c’è un equilibrio per cui il singolo appassionato può procurarsi tutto quello che vuole senza troppi cazzi, e al tempo stesso non metti (potenzialmente) in mano ai minorenni roba più o meno inappropriata
(anche se poi il concetto di più o meno inappropriato è un altro gorgo senza fine visto che dipende fortemente dal contesto culturale)
Bruno Barbera e come dicono nel video che mi hai linkato, in America sparare in faccia alla gente va bene, ma guai a mostrare una mutandina (paese del cazzo, e noi gli andiamo dietro anche).
sì ma appunto entrano in gioco fattori culturali, per cui da un lato del globo è ok sparare in faccia alla gente, e dall’altro è ok il quarantenne che sbircia sotto la gonnellina della studentessa
Frustrati che cercano 5 secondi da super eroe su Internet.
Vuoi rompere veramente i coglioni a Playasia? Bene: lotta per far diventare il rating legge ed impedire la vendita a minorenni.
No, aspetta: per comprare da loro serve la carta di credito e la danno solo ai maggiorenni…
Mi ricorda quei vegani di che entrano in un negozio di alimentari e mi insultano urlando assassino perché vendo pane con lo strutto (storia vera, non mi invento un cazzo di nulla)
Federico Rosa non ho chiara la parte dei frustrati (soggetto).
Per i vegani, la situazione che vive il mercato dei videogiochi è questa: il manager di una scuderia di formula 1 è costretto a mettere il neon sotto le vetture, metterci delle casse con EDM sparata e altre cose che nulla c’entrano con la F1.
Viene costretto ad assumere piloti di colore o trans a prescindere dalla loro abilità, e cagate del genere, perché?
Per andare dietro alle lamentele e richieste del pubblico (e non mi si dica “eh ma è colpa del manager che lavora in funzione delle lamentele” perché chi si lamenta e spacca i coglioni sa benissimo che deve essere ascoltato)
Ora, in una situazione del genere, un appassionato vero di F1 come dovrebbe reagire??
Sono andato lungo sorry.
con gli sport il problema è che i soldi arrivano da quello, storie più o meno farlocche e sponsor più o meno fuori luogo, se non hai né l’uno né l’altro torni al campetto dietro casa e via 😀
Bruno Barbera spero di essermi spiegato cmq
sìsì
Stefano quelli che fanno queste proteste sono frustrati. Cioè tutti abbiamo problemi seri, c’è chi si sfoga guardando Gurren Laggan e chi cercando di apparire importante, interessante e nel farlo prende la prima cosa che lo infastidisce e parte in quarta.
Poi finito lo sfogo, ciao vado a letto domani timbro presto.
Però intanto hai causato problemi a gente che lavora e lavorando non ha fatto niente per crearne a te.
Federico Rosa ben detto
