Mentre leggevo questa recensione del Magiustra, che spiega come Farming Simulator sia tutto incentrato nella soddisfazione che si prova quando finalmente, dopo ore di meticolose fatiche virtuali, si raccolgono i frutti del proprio lavoro, mi è tornato in mente quell’articolo (http://bit.ly/2gjamcw), di cui parlammo qualche puntata fa (http://bit.ly/2dHYOhX), che diceva che la gente preferisce stare a casa a giocare piuttosto che uscire a cercarsi un lavoro “vero” perché almeno nei videogiochi c’è la sicurezza che a un certo impegno corrisponda un certo risultato.
Forse non è un caso che Farming Simulator sia nato nel 2008, l’annus terribils in cui è iniziata quella crisi economica che ancora oggi, otto anni dopo, ci attanaglia.
In un mondo in cui il lavoro viene svalutato, deriso e privato di qualsiasi dignità, il sogno che viviamo nei videogiochi non è più quello di salvare la principessa, ma semplicemente quello di avere un impiego dove sforzi e fatiche siano ricompensati in maniera sicura da un risultato concreto e tangibile.
Farming Simulator 2017 – La vita agra – Players
www.playersmagazine.it
Recensione di Farming Simulator 2017, la rigorosa simulazione della vita di campagna sviluppata da GIANTS Software disponibile su PC, PS4 e Xbox One.
Sapete cosa guarderei?
Una simulazione di tempi e modi della vera fattoria riprodotti su un giocatore di FS, cioè:
Sveglia alle 4:30, si accende il PC alle 5:00 e si comincia a lavorare la terra, con temperatura attorno alla scrivania di 12 gradi belli freschi…
Poi più tardi sole in faccia e 40 gradi, tutto il pomeriggio a giocare…
E spalare letame in VR senza odori
