#VG: Tre indie di fine anno da #SEEP

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Anno nuovo, abitudini vecchie. Come al solito, con i saldi di Steam mi sono ritrovato a comprare i titoli indie più “pezzenti” dello store. Sostanzialmente perché costano pochi centesimi, ma anche perché riflettono un po’ la mia idea di indie game, ovvero: fatti davvero “in casa”. Quindi perché non dargli una chance?!
Bando alle ciance, qui di seguito scriverò un parere riguardo tre titoli che ho preso e ho provato, acquistabili ancora fino a domani a poco prezzo.

Onikina – Demon Killer:
Era da un po’ di tempo che volevo provarlo, adorando i giochi a tema samurai. Tuttavia le molte recensioni che segnalavano la presenza di crash randomici e ammenità varie mi avevano fatto desistere. A questi saldi ho preso il coraggio di spendere ben 1,39€ per provarlo.
Il concept è figo, si tratta di un action 2D che cerca di strizzare l’occhio a titoli come Ninja Gaiden (quelli in 3D!), offrendo un combat system dinamico, veloce, ricco di combo e abbastanza appagante. Tutto molto carino, finché mi sono scontrato con la dura realtà: Onikina non è un videogioco, è un simulatore di crash.
I vari glitch grafici sono anche tollerabili (tipo: quando il personaggio muore rimane “in piedi”), ma i crash a random sono davvero una piaga. Tanto più che i livelli sono lunghetti e rifarli porta alla noia, soprattutto quando la causa non è un meritato game over, ma un crash che blocca l’applicazione.
Morale della favola: al terzo livello ho incontrato un bug fatale che mi fa crashare il gioco di fisso, così Onikina ha il primato di essere il primo titolo al quale ho chiesto il rimborso. Mi piange il cuore perché a prezzi così bassi tengo anche schifezze peggiori, proprio per dare una mano agli sviluppatori piccoli, ma non si può rilasciare un prodotto in questo stato. Voto: 3/10

The Asskickers:
Non c’è molto da dire. Si tratta di un beat em up ignorantissimo, ispirato a Streets of Rage e compagnia bella.
Il gioco in sé non è neanche così terribile (oddio, qui lo dico, e qui lo nego) e in due può addirittura divertire per un’oretta.
Il problema principale (oltre ad un look davvero scialbo) sono le animazioni: lente e rigide, che sono un vero cappio per l’intero gameplay.
Un aggettivo per definire The Asskickers è “piatto”, oltre che inutile. Da tenere in considerazione solo se siete appassionati del genere e non avete altro con cui trastullarvi.
Costa come un caffé, ma il caffé è buono e soprattutto vi da un motivo valido per berlo: provarci con la barista. Mentre con The Asskicker vi sembrerà di bruciare quel Euro come il Monte dei Paschi di Siena brucia i milioni. Voto: 4/10

Splatter – Zombie Apocalypse:
La sorpresa di questi saldi. Un top-down shooter con una storia ben curata in stile noir, nonostante il plot sia sempre la solita apocalisse a base di zombie.
Il gioco funziona bene, e nonostante uno stile grafico un po’ pacchiano, il tutto risulta godibile e immediato. Il gameplay paga il tributo a titoli come Alien Breed, discostandosi pochissimo dal genere, ma questo non è un male, anzi.
Inoltre offre vari extra notevoli: la possibilità di giocare in due, la modalità arcade, classifiche online e upgrade delle armi.
Direi che per 0,49€ ci sta tutto. Mi sono stupito nel constatare che solo 3 amici possiedono questo gioco, secondo me è un ottimo esempio di “giochino” che nel suo piccolo arricchisce il catalogo di Steam e da ancora un senso a Steam Greenlight.
Voto: (tenendo conto anche del prezzo davvero irrisorio) 7,5/10.

PS: Allego lo screenshot del giorno, ovvero “bella citazione, ma questo non ti rende un bel gioco” – The Asskicker.

PSS: Questo post è totalmente inutile, ma non si auto-distruggerà tra qualche minuto. Mi dispiace!

Nota: Ho appena ricevuto la key gratis di Polarity per l’acquisto di Splatter Blood Red Edition. Bè, oh, gratis non si rifiuta nulla.

io l’ho trovato un post interessante, anche se non ho steam!

Grazie mille! Io, stranamente, uso principalmente Steam proprio per questa tipologia di indie, che ormai occupano una buona percentuale di ore nelle mie attività videoludiche. Devo ammettere che a volte ci sono delle vere sorprese in mezzo a tanti titoli spazzatura.

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